Carnevale di Fonni, le maschere di Sos Buttudos e S'Urthu
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Il carnevale di Fonni è uno degli eventi più sentiti in Sardegna, famoso per la sua autenticità e per le maschere tradizionali di Urthos e Buttudos.
La bellezza del carnevale di Fonni
La sua popolarità è dovuta principalmente alla combinazione di elementi unici che lo distinguono da altre celebrazioni carnevalesche: le maschere tradizionali uniche Urthos e Buttudos appunto; l'atmosfera autentica e genuina, dove le tradizioni sono ancora molto vive e sentite dalla comunità locale; il coinvolgimento dell'intera comunità che partecipa attivamente all'organizzazione dell’evento; lo spettacolo suggestivo e coinvolgente della sfilata delle maschere, accompagnata dalle grida e dal suono dei campanacci.
Le maschere tradizionali di Fonni, Sos Buttudos e S'Urthu
Sos Buttudos sono figure grottesche, vestite con pelli di pecora o di capra, il cui volto è coperto da una maschera di legno o di sughero. Rappresentano la parte selvaggia e istintiva dell'uomo, spesso associata alla forza della natura. Durante il carnevale, i Buttudos si muovono in gruppo, facendo rumore con dei campanacci e interagendo in modo giocoso e irriverente con gli spettatori.
S'Urthu, invece, è una figura solitaria e imponente, vestita con un folto manto di pelliccia scura e con un volto coperto da una maschera antropomorfa. Rappresenta l'orso, un animale che un tempo popolava le montagne della Sardegna e che nella cultura popolare è simbolo di forza e di istinto primordiale. S'Urthu si aggira per le strade del paese, cercando di spaventare i passanti con il suo aspetto selvaggio e il suo comportamento imprevedibile.
Durante le rappresentazioni del carnevale, S'Urthu si dimena, si getta a terra, tenta di scappare e viene domato a fatica dai suoi guardiani, Sos Buttudos appunto, che con corde o catene cercano di sottometterlo con violenza, tirandolo e strattonandolo.
La storia delle maschere
Si tratta di due travestimenti che la Chiesa aveva vietato in quanto una maschera è bestiale e l’altra, suo lugubre padrone e domatore, ha un richiamo figurativo demoniaco. Vennero così descritte da Max Leopold Wagner: «Maschere cenciose e sudicie, dal vestito a sbrendoli, ricoperte di pelle, tinte di fuliggine, che l'ultima sera di carnevale cantano parodie carnevalesche e impauriscono i ragazzi e le ragazze». Esistono testimonianze di tali maschere risalenti all'800, le quali affermano l'esistenza di ulteriori maschere come la figura de Su Ceomo e de Sas Mascheras Limpias.
Che cosa rappresentano?
Queste due maschere, così diverse tra loro, rappresentano le due anime del carnevale di Fonni: da un lato la forza bruta e istintiva dei Buttudos, dall'altro la figura imponente e misteriosa di S'Urthu.
Questa rappresentazione carnevalesca simboleggia il conflitto tra la civiltà e l'istinto primordiale, tra il mondo domestico e quello selvatico. S'Urthu, che tenta di ribellarsi, viene continuamente ricondotto all'ordine dai Buttudos, proprio come l’uomo ha cercato di dominare la natura e gli istinti nel corso della storia.